Storia di un senso unico con poco senso…

C’era una volta, in un Regno lontano lontano, nel mondo di qua che fa rima con là e perdiquà, una ranocchietta a forma di mela, simile ad un Patagarro insomma, che veniva divorata mezza viva e mezza morta dalla fattucchiera più in voga del momento del secondo: il suo nome era Martino, Martino al maschile perché Bob old photoaveva la passione di suonare campane, faceva bene alla propria gobba sgonfia.
Un giorno capì di avere più fame del momento e così decise di mangiare una melanzana tossica del Madagascar, ma era allergica e passò, quindi, direttamente al secondo piatto che si rivelo, però, troppo duro! Decise allora di fare una passeggiata sulle sponde del feltrino e fu proprio lì che incontrò un arcipelago famoso per la contorta tratta di schiavi bianchi, attraverso una ancora più contorta tratta filologica di smisurate misure, ma questa è solo filantropia, un’altra storia per un altro giorno!
Realizzò di non poterlo accettare, lei aveva ancora fame e doveva assolutamente porvi rimedio, così fece quello che andava fatto facendo finta di farlo e, in un sol boccone dore mi fa, comparve dal nulla lo spietato Forgus, una tartaruga di sgradevoli dimensioni dall’alito più ibrido di tutto il villaggio.
Frà Martino… ah scusate: non vi ho detto che per motivi di copyright, l’anagrafe prese l’iniziativa e aggiunse Frà in onore di suo fratello gemello, gangester in una tazza di clandestini aromatici sita nello scarico di una bar di periferia dalle ghiandole surrenali…
… insomma dicevo…
… che la somma degli addendi proporzionata alla porzione di gnocchi surgelati gelati dell’arcipelago delle Bermuda in bermuda, che Eva Kent, meglio conosciuta come Clark Kent, il campanaro di S. Martino più in voga della comunità di Smallville, venne devastata e aspirata dal fetido alito di Forgus, sprofondando in una specie di catalessi lessa al momento, ma non surgelata.
L’enorme tartaruga, che in passato aveva preso lezioni da Splinter, credendo di aver già vinto non si rese conto dell’arrivo di Bob, il Lord delle pigne, in un tempo ormai remoto presente su FB (Follicolo Book), che in un sol frastuono, proveniente dal proprio ano flatulento, lanciò egli una pigna dalla forma austrolupiteca che lo investì in pieno, tappandogli per sempre quella dannata bocca alchemica.

Fine

Vi starete chiedendo tutti, ma c’è una morale in tutto ciò?!
E io vi rispondo che è tutto ok, sono stato dal dentista proprio l’altro giorno, tuttavia, è andato tutto per il verso giusto e il mio molare si è salvato, grazie dell…. ah… giusto… la morale… la morale è che nella vita non conta se prendi un virus, se vuoi prenderlo di tua iniziativa o se preferisci farlo prendere, scusate per il verbo prendere ripetuto più volte, lo adoro!
Insomma dicevo che ciò che prendi non è detto debba essere preso necessariamente anche dal quello che in maniera esponenziale potrebbe rivelarsi un efficace sistema di scarico ideato, in tempi assai remoti, da quelli che adoravamo chiamare con il termine che ci hanno insegnato fin dalla tenera età, quando uscivamo fuori a giocare e finivamo col tornare a casa più frustati delle legnate che ci dava nostro padre, no non è assolutamente questo che vorrei insegnarvi!
La lezione di oggi è introspettiva, guardatevi allo specchio, occhio a non romperlo e chiedetevi: io ne sarei in grado???
Bene, la storia finisce qui, spero che abbiate apprezzato, ma soprattutto che abbiate imparato la durissima lezione che ho voluto trasmettervi!
Non è tutto oro quello che luccica…. hem…. buona notte!!!

-Robert King-

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