Quando un grande cuore azzurro non basta

Ieri sera alle ore 21, presso lo stadio francese di Bordeaux, il mondo italia germaniaha assistito a qualcosa di straordinario, da vero e proprio cardiopalma: una battaglia infinita, ove il cuore e la grinta dei ragazzi azzurri di Antonio Conte, hanno provato a scardinare la tecnica e la tenacia degli uomini agli ordini di Joachim Löw.

La favola della Nazionale italiana era iniziata pochi giorni addietro, precisamente il 13 Giugno 2016, allo stadio Lione e contro la Nazionale Belga;
belgioQuella sera nessuno, o quasi, avrebbe puntato un solo Euro sulla banda Conte, tolta l’ipocrisia, la maggior parte dei tifosi italiani parlava di una squadra spacciata già dalle qualificazioni ad Euro 2016.

“Mai vista una Nazionale così povera di talento!”
“Belgio, Svezia e Irlanda? Se siamo fortunati arriviamo terzi!”
“Questa Nazionale non andrà oltre il secondo posto.”
“Tutti juventini, speriamo che escanco subito!”

Frasi, appartenenti a tantissimi tifosi, che ho sentito e risentito centinaia di volte, mai condivise, perché l’Italia è sempre l’Italia: juventini, romanisti, interisti, napoletani o milanisti non fa differenza per me, la Serie A è una cosa, il Campionato Europeo per Nazioni, un’altra e da veri italiani bisogna sempre tifare per i ragazzi azzurri!!immagini.quotidiano.net

Sulla qualità tecnica, invce, il discorso cambia:
Per la prima volta nella storia, la Nazionale odierna non ha nessun 10 alla Baggio, Del Piero, Totti, Zola, Mancini, Meazza o Rivera (per citarne solo alcuni), gente che in passato, quando toccava il pallone, era capace di accendere la miccia della fantasia con una pura classe cristallina.
Inoltre privi di bomber alla Inzaghi o alla Rossi lì davanti… e dietro? Beh in difesa tutto sommato non ci si può lamentare, nessun Nesta, Cannavaro, Maldini o perché no, un Materazzi 2006 style, ma gente come Barzagli, Bonucci (che io amo particolarmente come giocatore) e Chiellini che nel Campionato italiano dettano legge e sono una garanzia più che sufficiente, soprattutto se alle loro spalle c’è un certo Gigi Buffon!

Nessun grande nome in questa squadra e molti scettici attorno a loro, tuttavia ci hanno dimostrato che il cuore, la grinta, il sacrificio e lo spirito di squadra, compattate da un grande condottiero in panchina, sono armi molto più letali della sola teSpagnacnica o di qualità individuali (per citare la Svezia).

epa05030283 Zlatan Ibrahimovic of Sweden celebrates scoring the first goal during the UEFA EURO 2016 playoff match between Denmark and Sweden, in the Danish national stadium, Parken in Copenhagen, Denmark, 17 November 2015. EPA/Liselotte Sabroe DENMARK OUT

L’abbiamo dimostrato nella fase ai gironi e sottolineato nella partita contro la Spagna, agli ottavi del torneo, riuscendo a dominarli per gran parte del tempo e rischiando solamente nel finale.

L’Italia intera ci ha creduto sul serio ad un certo punto, nessuno si aspettava che conteConte riuscisse a tirar fuori il meglio da ogni suo uomo a disposizione, tanta intesa e brillantezza sotto porta da parte di Eder e Pellè, uno Giaccherini strepitoso, per non parlare del grande sacrificio di gente alla stregua di Sturaro, Parolo o Florenzi, della difesa non parlo, c’è poco da dire sulla perfezione; peccato solo per un certo Candreva e un ottimo De Rossi che avrebbero potuto sicuramente fare la differenza contro la Germania.

Perché sì, il sogno della Nazionale azzura alla fine s’infrange contro la corazzata tedesca, decisamente più attrezzata di noi per affrontare una guerra (sottolineo come fossero i campioni del mondo in carica).
Un quarto di finale che ci ricorderemo per tantissimo tempo, soprattutto la Germania, riuscita a batterci e ad eliminarci da un torneo ufficiale per la prima volta nella storia del calcio.2016-07-02T215619Z_110498179_MT1ACI14467664_RTRMADP_3_SOCCER-EURO-GER-ITA-kUXE-U108010694464350LD-1024x576@LaStampa.it
Tuttavia aBonucci-Italia-Germania-630x300bbiam reso la pelle cara, portandoli fino ai calci di rigore, un’infinita lotteria di 18 tazione italia germania 3iri dal dischetto, persa banalmente per un paio di errori grossolani che qualche calciatore avrebbe potuto evitare di commettere… il crigore insignetalcio, però, è questo, a volte si vince ed altre si torna a casa.

 

Un’Italia che esce da Euro 2016 con orgoglio, a testa alta, con la consapevolezza di aver dato tutto per la maglia indossata e che il nuovo CT Ventura avrà a disposizione un ottimo organico su cui puntare e lavorare, per poter riportare la Nazionale Italiana calcistica sul tetto del mondo!

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-Robert King-

 

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