Quando il sangue si mischia alla sabbia, si trasforma in poesia… cit. Spyke Tenaglia

Mare Insanguinato
Breve estratto Capitolo 4
Skull Island

« Forza cammina! » Ringhiò Jacob spingendo sulla sabbia gelida la donna con i polsi legati dietro la schiena da una robusta corda.
Infine, come pronosticato, erano giunti su Skull Island quella notte stessa e la Luna, quasi spettrale, irradiava una delicata luce soffusa su tutto il paesaggio circostante illuminandolo fievolmente e donando alla sabbia centinaia di sfumature argentate.
L’aria era immobile e non faceva particolarmente freddo, ma l’umidità, su quell’Isola, raggiungeva picchi esorbitanti riuscendo a penetrare fin dentro le ossa, dritto al cuore, proiettando, ovunque si spostasse casualmente lo sguardo stanco, immagini di morte.
« Questo posto non mi piace per niente », proferì turbato Dean, un Pirata dall’aspetto selvaggio, mentre scendeva anch’egli dalla scialuppa per poggiare piede a riva.
Spyke Tenaglia lo ignorò completamente, lanciando invece un’occhiata alla sua nave ancorata a poche miglia da lì.
Quell’Isola riusciva a mettere i brividi persino ad un uomo ferreo come lui e per quel preciso motivo, prima d’intraprendere il cammino verso la Tomba del Baroncino James, sarebbe stato saggio memorizzare la posizione esatta nella quale si trovava la nave.
Inoltre, nello stesso istante in cui avevano raggiunto la terraferma, una fitta cortina di nebbia aveva preso ad allungare i propri tentacoli in ogni dove, ingoiando con mera ingordigia tutto il paesaggio circostante e presto la Black Victory non sarebbe stata più visibile.
« E tu osi chiamarti uomo? » Esclamò ironica Madame Luis osservandolo divertita.
A quelle parole Dean estrasse un piccolo pugnale dalla tasca scoccandole un’occhiata torva.
« Vuoi ripetere per favore? »
« Smidollato! » Rispose lei ghignando divertita.
Il Pirata fece per aggredirla, ma Jacob lo bloccò afferrandogli con forza la mano nella quale stringeva l’arma affilata.
« Cerca di darti una controllata se non vuoi fare arrabbiare il Capitano! Questa donna ci serve viva, siamo intesi stupido idiota?! »
Si fissarono ferocemente negli occhi per una manciata di secondi e alla fine Dean ripose il piccolo pugnale.
« Quando con te avremo finito, giuro che ti taglierò quella maledetta lingua lunga e ne farò un ornamento da portare appeso al collo! » Ringhiò rivolto alla donna e si allontanò sferrando stizzito un pugno nell’aria.
« E tu, invece, nel frattempo cerca di startene buona e in silenzio », aggiunse Jacob, questa volta rivolgendosi alla donna, dopo averla schiaffeggiata con forza.
Le labbra di Madame Luis sanguinarono e lo fissò colma d’odio: sì, quell’uomo sarebbe stato sicuramente il primo a cui avrebbe strappato il cuore dal petto una volta libera.
« Ora dove ci dirigiamo Capitano? » Chiese Erick, l’ultimo membro di quella piccola spedizione.
« Io non ne ho la più pallida idea, ma qualcuno qui tra noi saprà sicuramente dircelo! » Proferì in tono tagliente, avvicinandosi con espressione minacciosa alla donna. « Dimmi dove! »
« La Cripta si trova nel Cimitero, nel cuore pulsante dell’Isola, a Est del fiume Rogo », disse guardandolo disgustata. « Ma non è affatto saggio aggirarsi da queste parti nel cuore della notte, ci sono molte leggende su questo luogo e parlano tutte di morte. »
I pirati sghignazzarono divertiti.
« Quelle stupide leggende che parlano di creature mistiche, stregonerie e stupidaggini simili? » Ironizzò Spyke Tenaglia passandosi una mano tra i sottili capelli grigi. « Vorrà dire che faremo molta attenzione mia dolce fanciulla! »
« Anche se anziché in quattro, foste in cento, probabilmente nemmeno allora riuscireste a essere abbastanza attenti da riuscire a sfidare le forze oscure che incombono su quest’Isola », ribatté la donna deglutendo rumorosamente. « Non è un caso che abbiano chiamato quest’Isola Skull Island! »
Dean si gettò a terra esplodendo in una fragorosa risata.
« Ma che razza di stupidaggini va blaterando questa stupida negra?! »
« Maledizione, non alzare troppo la voce o attireremo la loro attenzione prima del tempo! »
Spyke Tenaglia provò improvvisamente uno strano senso di disagio e scrutò meglio il volto della donna per scorgervi la menzogna, ma non ne vide: gli sembrava sincera, fin troppo sincera e soprattutto spaventata a morte.
« Fai silenzio idiota! » Esclamò allora al suo uomo fissandolo gelidamente.
« Ma Capitano, non crederete davvero che… », iniziò a controbattere quest’ultimo, ma improvvisamente il vento si sollevò da terra sferzando i loro volti segnati, la nebbia ingoiò definitivamente ogni cosa e uno strano rumore, simile ad un rombo, prese a disegnare terribili scenari nelle loro menti spaventate.
« Che accidenti è questo rumore? » Chiese Jacob portandosi una mano sul volto per proteggersi dalle forti raffiche di vento intrise da mille proiettili di sabbia.
Spyke Tenaglia afferrò Madame Luis per un braccio.
« Stammi vicina tu, mi servi viva! »
« No! Fuggiamo, torniamo alla nave: ci hanno ormai scovati e stanno arrivando qui! » Rispose lei spintonandolo bruscamente. « Ci uccideranno tutti, presto! »
Un brivido gelido simile alla paura percorse la schiena del Pirata.
Una sensazione che raramente aveva provato nel corso della sua lunga vita fatta di saccheggi, omicidi e duelli sanguinari.
« Uomini! Torniamo alla scialuppa presto! »
Ma quello strano rombo nel sottosuolo, adesso più forte, coprì ogni sua parole e la terra prese a vibrare sotto i loro piedi.
« Non fatevi ingannare da quella donna Capitano, si sta semplicemente prendendo gioco di noi! », disse Dean scuotendo il capo turbato.
« Già, non sarà certo una stupida turbolenza a spaventarci », gli fece eco Erick grattandosi la brutta cicatrice sul volto deturpato da centinaia di battaglie.
« Davvero? Mi sto solo prendendo gioco di voi? Osservate meglio la sabbia allora, maledetti idioti! » Ribatté Madame Luis incollerita.
Il Pirata scoppiò a ridere nuovamente, ma nel momento esatto in cui si soffermò a guardare meglio quella sabbia, rimase con la bocca spalancata, così come ogni Pirata sceso su quell’Isola: le forti raffiche di vento l’avevano sollevata in diversi punti, rivelando centinaia di scheletri di esseri umani.
Spyke Tenaglia osservò quelle ossa con più attenzione e sobbalzò per la sorpresa.
« Ecco spiegato il colore argentato della sabbia », proferì in un sussurro.
« Questa non è sabbia, sono ossa polverizzate! » Gli fece eco Jacob prendendone una manciata in mano e avvicinandosela agli occhi per guardarla più da vicino.
Improvvisamente calò il silenzio, un silenzio sottile, un silenzio così intenso da permettere a quegli uomini di ascoltare il battito accelerato dei loro cuori pulsanti.
« Sulla scialuppa presto! » Ordinò improvvisamente Spyke Tenaglia correndo verso di essa insieme a Madame Luis e Jacob.
Dean fece per seguirli, ma quello strano rombo di poco prima tornò a farsi vivo e la sabbia sotto i suoi piedi prese a vibrare visibilmente.
Il Pirata rimase immobile guardandosi attorno terrorizzato.
« Perché diavolo non si muove quell’idiota?! » Sbraitò Jacob una volta salito sulla scialuppa insieme alla donna di colore e al Capitano. « Hei Dean, vedi di muovere il culo avanti! »
Il Pirata si trovava ancora sulla riva a pochi metri da loro, ma la nebbia era diventata così fitta da farlo apparire ai loro occhi come una sagoma indistinta e fu quando lo videro sprofondare nel sottosuolo con un grido disumano, che Spyke Tenaglia impartì l’ordine di tornare immediatamente alla nave.
« Ma non possiamo abbandonarlo qui e poi… », stava replicando Jacob, quando improvvisamente si guardò attorno visibilmente allarmato. « Erick?! Dov’è finito Erick?! »
« Ho detto di tornare alla nave, sei forse diventato sordo? Questo è un ordine! » Insistette il Capitano dopo averlo afferrato per la maglietta con l’uncino affilato.
« Al Diavolo i tuoi stupidi amichetti, se davvero tieni loro così tanto, scendi pure a cercarli, ma da solo! » Gridò Madame Luis intromettendosi tra i due e facendosi piccola piccola in un angolo della scialuppa.
Poi un altro grido si levò nel cielo, trasportato alle loro orecchie dal vento, e capirono come anche per Erick non ci fosse quindi più nulla da fare.
« Al Diavolo! » Esclamò infine Jacob afferrando i remi e iniziando ad allontanarsi da quell’Isola maledetta il più in fretta possibile.

Robert King

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