Presentazione “Mare Insanguinato” 09/09/2016

Roberto Cerrone

-Mare insanguinato-mare-insanguinato-fronte-grande

ROBERTO SERAFINI: Possiamo iniziare, Roberto parlaci un po’ di te.

 ROBERT KING: Che dire, sono un ragazzo molto solare e vivace, amo l’arte in tutte le sue sfumature, sono stato cantante in vari gruppi musicali, ho recitato in alcune compagnie teatrali e così via.
Ho studiato all’istituto d’arte e amavo disegnare fumetti, ma troppa pazienza, così ho preferito sfogare la mia creatività nella scrittura.

Amo scrivere storie fantastiche, d’avventura, tuttavia sempre con una sfumatura di realismo, nascondendo chiavi che riportano al comportamento umano: Mare Insanguinato, per esempio, è un romanzo che parla della cattiveria umana, fin dove è disposto a spingersi l’uomo pur di ottenere successi e gloria tradendo, spesso, anche le persone più care.

 SERAFINI: Come mai questo genere piratesco?

 ROBERT KING: In realtà amo spaziare, provare vari generi, non perché sia un’appassionato pirata e basta. Ho iniziato con un fantasy, ma senza orchi, gnomi o roba così, per poi scrivere, appunto, questo romanzo di pirati; ora sto concludendo la stesura di un romanzo di genere western, con influenze horror/dark.

 LISA LISA: Ciao Robert, posso chiederti quando e come è iniziata la tua passione per la scrittura? È interessante conoscere, oltre che alle opere anche qualcosa dell’autore, specialmente quando ne abbiamo l’opportunità, come questa.

 ROBERT KING: Certamente, come dicevo prima, disegnavo fumetti, fin dalle elementari, ma mi hanno sempre detto che erano meglio le storie che i disegni e da lì ho scoperto di avere una bella fantasia, iniziando a cimentarmi con la scrittura.

 LISA LISA: Hai avuto momenti di ” buco” o sei riuscito ad essere continuativo?

 ROBERT KING: Ovviamente ho avuto i miei momenti di buio, spesso mi sono trovato demotivato, magari per mancanza di soldi o di metodi per farmi conoscere e la cosa, a noi, autori self, scoraggia, tuttavia mi sono rimboccato le maniche, imparando a crearmi un sito, usare youtube e tutti gli altri canali e ora, piano piano, vediamo che succede, più in là spero di avere qualche soldino per pubblicizzare meglio la mia opera.

 LISALISA: Si sente da come parli, che sei una persona grintosa, cosa molto buona per un autore e che purtroppo non tutti hanno.

 ROBERT KING: La vita non è facile, nulla è facile senza sacrifici, sarebbe bello il contrario, allora perché non cercare di renderla migliore, dedicandoci anima e corpo in ciò che amiamo? Credo sia la migliore medicina.
Per quanto riguarda il quando, ho iniziato dieci anni fa, tondi tondi, con il libro, ancora inedito, il cacciatore di ombre, scritto interamente a mano durante il militare, ho scritto anche il seguito e un giorno mi piacerebbe concludere la trilogia, ma per il momento sono impegnato con un western dalle ambientazioni oscure.

 ELISA BARBARO: Anche “Il cacciatore di ombre” è genere piratesco?

 ROBERT KING: no, no, come dicevo prima amo cambiare genere di continuo, sperimentare, si tratta di un fantasy puro di genere epico, regni e cavalieri, ma non elfi, gnomi, orchi e creature standard; è destinato a diventare una trilogia, ne ho già scritti due, mi manca l’ultimo… e allora proverò a pubblicarli.

 ELISA BARBARO: Robert ti sei documentato per l’ambientazione del tuo

 ROBERT KING: Bella domanda, si tratta di un mondo completamente inventato, dalle isole, alle ambientazioni, ai personaggi, non ci sono riferimenti storici: è stata una scelta stilistica. Quando scrivo, esattamente come gli altri tre romanzi, mi piace inventare mondi nuovi, posti nuovi, spaziare con la mente, ovviamente tenendo comunque fede alle usanze del tempo.

 GIOVANNA PAOLUCCI: Ciao, vorrei chiederti se c’è una nota autobiografica nel testo, ossia se ti rivedi in qualche personaggio e qualora no, in quale vorresti rivederti e perché

ROBERT KING: penso che il cacciatore di ombre, romanzo ancora inedito, sia forse quello più autobiografico, ove mi rivedo di più, ma in questi ultimi no, puro volo di fantasia.

 CRISTINA PAOLA COLESANTI: Ciao Robert, dimmi come nasce la tua idea di contaminazione di generi? Mi piace molto!

 ROBERT KING: non so, credo che certe cose siano una nostra naturale evoluzione, tuttavia posso dirti con certezza che ho sempre amato spaziare, dalla musica, al disegno, appunto, alla scrittura.
Credo sia proprio parte del mio carattere contorto che non ama la semplicità, le cose razionali, non saprei come spiegarlo, ma credo che la sperimentazione sia l’arma più bella che uno scrittore possa avere in mano, perché permette di crescere e scoprire cose nuove anche dentro di noi.

 CRISTINA PAOLA COLESANTI: Bello! E quale fra i tuoi libri è il tuo preferito? O deve ancora nascere?

 ROBERT KING: Non saprei, a modo mio sono affezionato a tutti loro, perché in un modo o in un altro, hanno saputo tutti trasmettermi delle emozioni diverse, però ti posso dire che sono molto curioso di vedere cosa verrà fuori dall’ultimo romanzo che sto scrivendo, il western, mancano ormai poche pagine.

 CRISTINA PAOLA COLESANTI: Robert King grazie! Il western! Eccezionale!

 LISA LISA: Non vorrei chiederti cose che mi sfuggono mentre scrivo, non riesco a leggere tutto, qui si è ancora poco pratici, riguardo invece ai generi: genere preferito da leggere e da scrivere?

ROBERT KING: Amo molto il genere fantastico, l’horror, però come dicevo in precedenza, amo spaziare, per esempio a casa ho anche un tomo di Shackespeare con tutte le sue opere, insomma ho diverse influenze, ovviamente il genere Fantastico è al primo posto.

 ARIQ TSETSECH: Robert King, hai iniziato 10 anni fa, grande! allora, finalmente hai raggiunto il tuo obiettivo. Sono sicuro che porterai avanti con entusiasmo. Congratulazioni!!!

ROBERT KING: Piano piano, sono ancora molto distante da quello che si può definire obbiettivo, ma penso che con tenacia e voglia di fare, si possa raggiungere una buona soddisfazione personale, tutto sta nel non arrendersi mai, nemmeno di fronte ai periodi bui.

ARIQ TSETSECH: Tutto sta nel non arrendersi mai!!!

ANNA MEOLA: Vero, ben detto! Mai arrendersi e poi bisogna provarle tutte!

LISALISA: C’è chi dice, io scrivo perché mi piace, è la mia passione, non mi importa se vendo o no, non mi importa se è scritto bene o male… Questo sono io. Pensi che in queste affermazioni, che sicuramente avrai sentito, ci sia una punta di ipocrisia?

ROBERT KING: Dipende, tuttavia penso che nella maggior parte dei casi sia proprio così: chi non amerebbe vedere la propria opera pubblicata, non tanto per una questione di notorietà, ma di idee, l’idea stessa di trasmettere una tua idea, scusa il gioco di parole, una tua filosofia, al prossimo, credo che tutti noi scrittori ambiamo a questo, quindi non credo a chi afferma il contrario, no.

 ANNIE CHAMMAS: Ciao Robert, il tuo nome d’arte “King” quale motivazione ha? Passione Stephen King o altro?

 ROBERT KING: Adoro Stephen King, ma visto il mio nomignolo non poteva essere altrimenti.

 GIOVANNA PAOLUCCI: Nel tuo libro libro ci sono bei riferimenti alla natura, alla Luna, al cielo… indica che sei molto attento ai dettagli non solo narrativi e storici ma anche descrittivi, questi elementi ti ispirano anche nell’ideazione dei tuoi scritti o ci sono altri elementi che ti ispirano? (Musica, poesia, film,ecc…).

ROBERT KING: Ovviamente della buona musica aiuta sempre, credo sia la compagna ideale per un viaggio di penna, delle volte ci si riesce a trovare la scia giusta per il romanzo; Film non tanto, perché cerco di non farmi influenzare, provando ad essere il più originale possibile, poi non sempre ci si riesce, al giorno d’oggi è stato pubblicato di tutto!

GIOVANNA PAOLUCCI: Ricordi e vissuti?

ROBERT KING: Cerco ugualmente di non farmi influenzare, non mi piace mettere su carta me stesso, poi so che molti lo fanno, non c’è nulla di male, è una scelta stilistica, io cerco di non influenzarlo con il vissuto, poi se inconsciamente lo faccio, non lo so.

 ANNA MEOLA: Quando ti arriva l’ispirazione improvvisa, ma non puoi scrivere in quel momento, come ti comporti?

ROBERT KING: Allora, io sono di una filosofia: se ti viene un’idea, ma l’indomani ti sfugge dalla mente, vuol dire che non era buona.

LISA LISA: Cosa ne pensi di scrittori che usano la propria faccia prima che del proprio libro, qui su Facebook per esempio, facendosi adulare, adulando le ” lettrici “… Ottenendo con il tempo, il risultato di vendere molto anche essendo un self?Pensi che ci possa essere una soddisfazione in questo? Arrivare ad un grande editore, coltivando ammiratrici e raccogliendo vendite?

ROBERT KING: Il mondo è fatto così, l’essere umano è contaminato per natura dal germe dell’arrivismo, ne parlo proprio nel romanzo Mare Insanguinato, ma che fare? A ognuno il suo. se queste persone riescono a provare soddisfazione in queste maniere subdole, buon per loro, l’importante per noi altri, è rigare dritto nonostante tutto, senza farsi abbattere da personaggi del genere. Se son fiori fioriranno e se son cachi…

GIOVANNA PAOLUCCI: Dal tuo libro si possono trarre diverse tematiche: prior in tempore potior in iure cioè primo in tempo primo in un “diritto”, l’arrivismo, la fragilità umana, il guardarsi alle spalle, il valutare l’amicizia, il gusto dell’avventura, la falsità umana; tuttavia il messaggio più importante e che vuoi trasmettere ai tuoi lettori qual’è e perché?

ROBERT KING: Come dicevo, amo inserire un pizzico di realismo nelle mie storie, in modo tale che portino il lettore anche a tematiche attuali, facendolo riflettere.
Credo che al giorno d’oggi, la cattiveria umana, i tradimenti, l’arrivismo, la superficialità… ci circondino e la mia intenzione è quella di portare, appunto, alla riflessione.

ELISA BARBARO: Scrivendo generi diversi, credi che i tuoi lettori di fantasy ti seguiranno quando uscirà il tuo romanzo western?

ROBERT KING: altra bella domanda, però credo di sì, l’importante è far capire loro che anche quest’ultimo romanzo è di genere fantastico, magari tramite estratti o video, solo che anziché nelle isole, è ambientato nel vecchio West, ma ripeto, non è un western puro, quindi non credo ci saranno molte difficoltà, l’importante sarà pubblicizzarlo nel modo giusto.

ELISA BARBARO: Chiarissimo. Io faccio belle domande (grazie). Tu dai belle risposte!

ROBERT KING: So bene che è rischioso, scrivere romanzi commerciali aiuta sempre, ma non è per me, non per una questione di superbia, sia chiaro, perché credo che ciò che scriviamo debba trasmetterci un emozione, altrimenti diventa una tortura e finisce la passione, non avrebbe senso.

GIOVANNA PAOLUCCI: Pensi ci possa essere in futuro la stesura di un romanzo rosa?

ROBERT KING: Non me ne vogliate, ma io non sono un grande appassionato di romanzi rosa e non riuscirei mai a scriverne uno, non per la difficoltà, perché ho bisogno di spaziare con la mente, d’inventare, di creare… poi dargli una sfumatura di realismo va bene, ma scrivere una storia prettamente di vita reale, non credo faccia per me… ne uscirebbe fuori un libro senz’anima: a ognuno il suo.

LISA LISA: Riusciresti a immedesimarti in una protagonista femminile?

ROBERT KING: Quando scrivo, sembrerà innaturale, ma riesco ad immedesimarmi in ognuno dei miei personaggi, mi trasportano come se fossero loro a decidere come comportarsi, anche perché non scrivo con un una mappa ben definita, la storia nasce da sé, in modo naturale, non so se sono riuscito a spiegarmi, ma è come se i miei personaggi prendessero un anima.

ELISA BARBARO: Tra le tue letture preferite c’è (ancora) il genere fantasy o, da quando lo scrivi, preferisci non leggerlo per non farti influenzare?

ROBERT KING: Allora, in realtà credo che qualunque cosa possa influenzarci, la tv di tutti i giorni, un film in streaming e così via, tuttavia dipende dal modo con il quale ci approcciamo ad essi, quindi continuo a leggere, riuscendo a mettere da parte ciò che la mia mente elabora e provando, piuttosto, ad inventare un ambientazione e una storia completamente diversa.
Poi solo il lettore può dire davvero se uno ci riesce o meno…

LISA LISA: Ti sto tempestando, ma sono curiosa  ?, ti è mai capitato, finto di scrivere un libro, di sentire la mancanza dei tuoi personaggi, di rimanere ancora nell’atmosfera che si era creata con loro?

ROBERT KING: Nel mio primo romanzo, il cacciatore di ombre, mi affezionai talmente tanto a loro, che fu difficile separarmene e riuscire a cimentarmi in una storia totalmente nuova, ma poi diventa come andare in bici e adesso amo da morire inventare personaggi e storie sempre completamente diverse!

ANNA MEOLA: Robert, ci racconti l’emozione del tuo primo libro?

ROBERT KING: Fu molto forte, soprattutto perché scritto durante il militare, ogni sera prendevo in mano il taccuino e scrivevo, spero di poterlo mettere presto in commercio, ma solo dopo che avrò completato la trilogia con l’ultimo tassello.

ANNIE CHAMMAS: Pensi di continuare con il self publishing o in futuro tenterai la ricerca di un editore? Oppure la ricerca di un editore l’hai già tentata invano?

ROBERT KING: Sono sincero, l’idea di un editore in carne ed ossa non mi piace molto, soprattutto perché, a pagamento o meno, non sai di chi poterti fidare.
Ho sentito storie di editori che si sono fatti pagare promettendo mari e monti e poi, ricevuti i cash, nulla. Lo stesso per le free… non per una questione di soldi ovviamente, sono gratis, ma vai a vedere se è reale o meno, molte hanno nomi assurdi mai sentiti prima, il più delle volte appena nate.
Inoltre amo essere libero di decidere come e dove muovermi, il tipo di pubblicità da fare e così via, lo trovo molto più efficace, tuttavia per poterlo fare nella maniera giusta servono un po’ di soldini, quindi tempo al tempo; poi ovvio, il mondo del self è una giungla, pubblica chiunque, ma sono convinto del fatto che se un opera è valida e sai come muoverti, puoi riuscire ugualmente a farti notare, certo, ci vuole il doppio del tempo, ma chissenè… in fondo il tempo è relativo.

ANNA MEOLA: Sono d’accordo con te Robert King, però è vero anche che spesso le librerie hanno pregiudizi per chi ha optato il self.

ROBERT KING: Sì è vero, però se il romanzo è valido, essendo un libraio, credo se ne accorga da solo, poi basta fare buoni accordi e sei tu che decidi a quali librerie lasciare il libro in commercio, meglio di editori che promettono e poi del tuo scritto nemmeno l’ombra.

GIOVANNA PAOLUCCI: Io volevo cogliere l’occasione per complimentarmi oltre che del romanzo, anche di alcuni video pubblicati trattanti tematiche attuali e di utilità sociale. Ciò dimostra un interesse a 360′ non solo narrativo.

ROBERT KING: Mi piace raccontare brevi storie audio visive che possano lasciare un messaggio a chi li guarda, una piccola morale, credo che dare un significato, seppur piccolo, a ciò che si crea, sia fondamentale per potergli donare un anima!

FRANCA TURCO: Robert, c’è un momento della giornata che preferisci per scrivere o ogni momento è quello giusto?

ROBERT KING: Da giovanissimo, sui 20 anni, preferivo le tenebre, ora ti dirò, da mezzogiorno alle otto di sera, la trovo una fascia d’orario molto interessante, perché si è molto lucidi, poi ovviamente se si hanno impegni dei natura lavorativa, qualsiasi ora va bene, l’importante è sfogare la propria creatività.

ANNA MEOLA: Stili una scaletta prima di scrivere un romanzo o vai dove ti porta la storia?

ROBERT KING: no, non amo creare una scaletta, solitamente scrivo di getto, mi metto davanti il foglio e la penna prende vita da sola, creando luoghi, personaggi e trame da sé, come fosse animata, non so se è sbagliato o meno, ma è il mio stile di scrittura, ove il racconto prende il sopravvento su di me, sviluppandosi in autonomia.

ROBERTO SERAFINI: Non so se lo hai già detto ma non mi pare di averlo letto. Che fai di professione nella vita e dove vivi? (se fai parte dei servizi segreti puoi non rispondere).

ROBERT KING: In realtà sono un alieno venuto dallo spazio per spiare il genere umano!
Disoccupato, ma ho cambiato diversi lavori, arrangiandomi a fare di tutto: dall’imbianchino, al commesso, al becchino, call center, agente immobiliare, vettore, poste private, operaio, supervisore, capo animatore etc etc. Purtroppo il periodo è buio: ho provato a cercare fortuna anche in città come  Firenze e Milano, tuttavia la vita è troppo costosa e dopo un annetto, di ritorno a lanciano, cittadina in Abruzzo ove vivo.

GIOVANNA AVIGNONI: Non so se sono ancora in tempo per una domanda. Se in una fiera del libro tu vedessi un lettore interessato alla tua opera, se lo vedessi sfogliare le pagine, leggere la sinossi e, poi, posare il libro per guardare un altro, cosa gli diresti per convincerlo ad acquistarlo?

ROBERT KING: tranquilla, stavo per lasciare il pc proprio ora, just in time!
Guarda, io credo che se un lettore legga la sinossi, sfogli qualche pagina e nonostante ciò preferisca guardarne un altro, non è il lettore giusto per te, magari gli farei una battuta, ma non mi metterei come una cane a cercare di vendergli il libro, altrimenti perderebbe di significato.
Voglio che ciò che scrivo avvolga il lettore in un candido abbraccio, in modo naturale, altrimenti il rischio è di vendere un libro, incapace di finirgli sotto pelle e di lasciargli un messaggio: è questo che mi interessa, i soldi vengono dopo.

LISA LISA: Ultima domanda poi sto buona: cosa ne pensi di un autore che passa da un genere rosa ad un testo di informazione medica?

ROBERT KING: Credo sia un autore molto colto, poi se mi scrivesse persino un fantasy gli batterei il cinque!
L’importante è scrivere ciò che si ama, poi svariare è nella natura del singolo, soprattutto se si possiedono conoscenze specifiche da voler e poter tirare fuori.

ROBERTO SERAFINI: Tanta roba stasera, tante (belle) domande e tante risposte. Abbiamo conosciuto in questa prima serata un bravissimo autore dal carattere forte e intraprendente, che ama spaziare in vari generi letterari e che ama scoprire percorsi sempre nuovi, facendo emergere dai suoi scritti tematiche attuali che spingono alla riflessione. Robert King ti auguriamo tutti un grande successo con i tuoi libri e tienici informati con le tue prossime uscite. Intanto invito tutti coloro che sono interessati ad acquistare il suo libro Mare insanguinato alla PAGINA YOUCANPRINT (Cartaceo scontato del 20% ed Ebook del 10%, entrambi fino a fine Settembre).
Grazie a tutti per la partecipazione e se volete potete continuare con le vostre domande.
Buona serata a tutti e alla prossima presentazione.

SITO YOUCANIANI OVE TROVARE L’INTERVISTA PUBBLICATA!

-Robert King-

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